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Contaminazione delle acque sotterranee e potabili da pesticidi
Pesticidi nell’acqua: rilevamenti, rischi e misure di protezione

Pesticidi nelle acque svizzere: dal campo al rubinetto

Nel sottosuolo, il tempo scorre lentamente. Una sostanza applicata oggi può attraversare il terreno per anni prima di comparire nelle acque sotterranee. Anche quando il prodotto originario non è più utilizzato, i suoi residui possono continuare a muoversi lontano dagli occhi.

In Svizzera questa inerzia ha un peso particolare: circa l’80% dell’acqua potabile proviene dalle acque sotterranee. Proteggerle significa occuparsi dell’approvvigionamento di oggi e di domani. Senza però confondere due realtà: rilevare una sostanza in una stazione di monitoraggio non significa automaticamente che dal tuo rubinetto esca acqua pericolosa per la salute.

Clorotalonil: il divieto arriva prima dei suoi effetti

Il clorotalonil mostra quanto possa durare l’eredità di un pesticida. Questo fungicida, impiegato dagli anni Settanta, non può più essere utilizzato in Svizzera dal 2020. I suoi metaboliti, tuttavia, continuano a contaminare ampie porzioni delle acque sotterranee.

Per il 2024, l’Ufficio federale dell’ambiente segnala sette metaboliti presenti in concentrazioni superiori a 0,1 microgrammi per litro. Per il metabolita R471811, il valore viene superato in oltre la metà delle stazioni di misurazione dell’Altopiano svizzero e in più di una stazione su quattro a livello nazionale. Concentrazioni di questa entità sono state riscontrate in oltre la metà dei Cantoni. (bafu.admin.ch)

Non è la prova che il divieto sia inefficace. Le acque sotterranee si rinnovano lentamente e i prodotti di degradazione più persistenti possono attraversare il suolo e il sottosuolo per anni. Una misura può quindi produrre effetti molto prima che il miglioramento diventi visibile nelle serie di dati.

Tra la falda e il rubinetto

L’acqua sotterranea è una risorsa naturale; l’acqua potabile è quella distribuita dal servizio idrico e deve rispettare i requisiti di legge. A seconda delle condizioni locali, può essere prelevata direttamente dal sottosuolo, miscelata con acqua proveniente da altre captazioni oppure sottoposta a trattamento.

Il dato raccolto in un punto di monitoraggio non può quindi essere trasferito automaticamente all’acqua del rubinetto. Per interpretarlo servono il nome della sostanza, la concentrazione, le proprietà tossicologiche e la durata dell’esposizione. Occorre inoltre stabilire se il contaminante raggiunga davvero la rete idrica e, in tal caso, in quale quantità. Per conoscere la situazione nella tua zona, le fonti più affidabili restano il servizio idrico competente e gli uffici cantonali.

Il principio attivo è solo l’inizio

Con il termine pesticidi si indicano sostanze destinate a combattere organismi indesiderati o a modificarne lo sviluppo. Vi rientrano soprattutto i prodotti fitosanitari e alcuni biocidi. Gli erbicidi agiscono contro le piante indesiderate, i fungicidi contro le malattie fungine e gli insetticidi contro gli insetti nocivi.

Una volta dispersi nell’ambiente, i principi attivi non rimangono necessariamente inalterati. I processi chimici e biologici nel suolo e nell’acqua generano metaboliti, cioè prodotti di degradazione con caratteristiche proprie. Alcuni sono più mobili o persistenti della sostanza di partenza e possono raggiungere più facilmente le acque sotterranee. In molti casi, il problema più duraturo non è il principio attivo originario, ma ciò che ne resta.

Le vie della contaminazione

La permanenza di una sostanza nel luogo di applicazione dipende dalle sue proprietà chimiche, dal tipo di terreno, dalle condizioni meteorologiche, dalla tecnica impiegata e dall’assetto idrologico locale. Dopo piogge intense, i composti disciolti possono essere trasportati dal ruscellamento superficiale. L’erosione trascina invece nei torrenti, nei fiumi e nei laghi anche i principi attivi legati alle particelle di terreno.

I composti più mobili e i metaboliti possono infiltrarsi fino alla falda; i sistemi di drenaggio sono in grado di abbreviare sensibilmente il percorso. Ma non tutte le contaminazioni partono da vaste superfici agricole. Durante il riempimento o la pulizia delle attrezzature, un errore apparentemente modesto può avere conseguenze locali rilevanti se il prodotto fitosanitario raggiunge un tombino o una rete di scolo.

Agroscope studia l’erosione, il ruscellamento, la lisciviazione, il deflusso attraverso i drenaggi e lo smaltimento delle acque provenienti dalle aree aziendali, considerandoli vie centrali d’immissione nell’ambiente. (agroscope.admin.ch)

Una mappa tutt’altro che uniforme

La Rete nazionale d’osservazione delle acque sotterranee NAQUA ne segue lo stato e l’evoluzione a lungo termine in oltre 600 stazioni. Secondo i dati attuali dell’Ufficio federale dell’ambiente, ogni anno i pesticidi superano il valore di 0,1 microgrammi per litro in circa l’1-2% delle stazioni.

Per i prodotti di degradazione il quadro è più esteso: in tutta la Svizzera, metaboliti di pesticidi in concentrazioni superiori a 0,1 microgrammi per litro vengono rilevati in circa una stazione su tre. L’area più colpita è l’Altopiano svizzero, dove l’agricoltura è particolarmente intensiva. (bafu.admin.ch)

Una media nazionale dice comunque poco sulla situazione davanti a casa tua. Geologia, terreno, precipitazioni, uso del suolo, ricarica della falda e profondità dell’acquifero influenzano la presenza delle diverse sostanze. Per valutare l’acqua che bevi conta il sistema di approvvigionamento locale.

Un limite precauzionale, non una soglia di avvelenamento

In Svizzera, per i principi attivi e i metaboliti pertinenti dei pesticidi si applica in linea di principio un valore massimo di 0,1 microgrammi per litro. È un limite fondato sul principio di precauzione e serve a proteggere nel lungo periodo le risorse destinate all’acqua potabile. Le acque sotterranee utilizzate, o previste, per questo scopo devono soddisfare i requisiti della legislazione alimentare dopo semplici procedimenti di trattamento. (bafu.admin.ch)

Il valore massimo non rappresenta, per ogni sostanza, una soglia tossicologica individuale. Il suo superamento impone verifiche, ma non dimostra automaticamente un pericolo di intossicazione acuta. Neppure va minimizzato: la precauzione interviene prima che insorga un problema sanitario e mira a evitare contaminazioni prevenibili.

La valutazione concreta del rischio considera il tipo e la concentrazione del principio attivo o del metabolita, la frequenza e la durata dell’assunzione, le proprietà tossicologiche, le possibili combinazioni di sostanze e le persone particolarmente sensibili. L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria distingue perciò fra rilevamento analitico, valore massimo precauzionale e valutazione sanitaria. I prodotti fitosanitari autorizzati sono sottoposti a esami approfonditi e, se usati conformemente alle prescrizioni, non devono mettere in pericolo chi consuma gli alimenti. (blv.admin.ch)

Nei torrenti cambia la misura del danno

I pesticidi vengono sviluppati per esercitare un’azione biologica. Fuori dall’area a cui sono destinati, però, possono colpire organismi che non erano il loro bersaglio. I piccoli corsi d’acqua nelle regioni sfruttate intensivamente sono particolarmente esposti a picchi temporanei di concentrazione dopo le precipitazioni.

Una quantità valutata in un certo modo rispetto alla salute umana e all’acqua potabile può essere già significativa per gli organismi acquatici. Proteggere le acque significa quindi tutelare sia una futura riserva idropotabile sia le comunità viventi di torrenti e fiumi.

La difesa più efficace viene prima

I trattamenti tecnici possono ridurre la presenza di sostanze indesiderate. Evitare che raggiungano il terreno e l’acqua resta però la soluzione più sostenibile e, nella maggior parte dei casi, più efficace. Una gestione agricola adeguata al luogo, applicazioni precise, distanze di sicurezza sufficienti e metodi meccanici, biologici o comunque non chimici agiscono direttamente alla fonte.

Quando l’impiego di prodotti fitosanitari è necessario, i dettagli operativi fanno la differenza. Le condizioni meteorologiche e del terreno devono essere adatte; deriva e ruscellamento vanno limitati con misure tecniche. Le attrezzature non devono essere riempite o lavate vicino a tombini e corsi d’acqua. Residui e imballaggi richiedono uno smaltimento corretto, mentre ogni prodotto può essere usato soltanto secondo la relativa autorizzazione.

Per indirizzare gli interventi dove possono incidere maggiormente, Agroscope elabora tra l’altro carte del rischio relative a circa 22.000 piccoli bacini idrografici. Le analisi individuano le aree in cui ruscellamento, erosione, drenaggi o fonti puntuali possono assumere particolare importanza. (agroscope.admin.ch)

Se la sostanza raggiunge la captazione

Una volta accertata la contaminazione, il servizio idrico può, a seconda delle circostanze, ricorrere a un’altra captazione, miscelare acqua proveniente da fonti diverse oppure introdurre un trattamento supplementare. Per i microinquinanti organici si possono considerare, per esempio, carbone attivo, processi ossidativi o tecnologie a membrana.

La scelta dipende dalla sostanza, dalla sua concentrazione e dalla composizione dell’acqua. Un processo capace di rimuovere efficacemente un principio attivo non trattiene necessariamente con la stessa efficienza tutti i suoi prodotti di degradazione.

Filtri domestici: serve una prova specifica

La promessa generica «rimuove i pesticidi» non basta per valutare seriamente un filtro domestico. Bisogna sapere quale principio attivo o metabolita venga effettivamente ridotto e in quali condizioni operative.

Prima di scegliere, cerca analisi comparative eseguite prima e dopo il trattamento, risultati di laboratori indipendenti e informazioni verificabili sul materiale filtrante, sul tempo di contatto, sulla durata di esercizio e sulla manutenzione. La prestazione utile è quella dimostrata per la sostanza concretamente presente nella tua acqua.

Dalla misurazione alla decisione

I moderni metodi analitici rendono oggi visibili prodotti di degradazione che in passato sfuggivano alle misurazioni. Nel frattempo evolve anche la protezione delle colture: tecniche di applicazione più precise, modelli previsionali, varietà resistenti, metodi meccanici, strategie biologiche e strumenti digitali consentono interventi più mirati.

Il dato analitico, da solo, non chiude la questione: la apre. Quale sostanza è stata trovata? Attraverso quale percorso è arrivata nell’acqua? Quanto a lungo vi resterà e raggiungerà davvero la tua rete idrica? Solo queste risposte trasformano una misurazione in un giudizio attendibile. La conseguenza è netta: limitare le immissioni alla fonte, sorvegliare le risorse nel tempo e intervenire dove emergono rischi concreti.

Fonti e approfondimenti